A Pistoia, per una persona che si sposta in carrozzina, anche un normale viaggio in autobus può trasformarsi in un problema difficile da risolvere.
È quanto accaduto ad Antonietta Tassone, 59 anni, che tra luglio e agosto si è trovata per tre volte nella situazione di non poter utilizzare il mezzo pubblico che aveva raggiunto. In due occasioni, secondo il suo racconto, le è stato indicato il ricorso alla prenotazione del servizio per le persone con mobilità ridotta; in un altro caso non sarebbe stata utilizzata la pedana necessaria per consentirle di salire o scendere dal mezzo.
Il risultato, in più di un episodio, è stato lo stesso: tornare a casa da sola, spingendo la carrozzina.
Il primo episodio in viale Adua
Il primo caso risale a una sera di luglio, in viale Adua, dove Tassone attendeva la linea 15.
Secondo quanto riferito dalla donna, intorno alle 19 l’autista avrebbe comunicato di non poter azionare la pedana. Il mezzo ha quindi ripreso la corsa senza consentirle di effettuare la salita o la discesa.
Poco dopo è arrivato un secondo autobus. Anche in questo caso, racconta Tassone, le sarebbe stato spiegato che non poteva salire e che avrebbe dovuto ricorrere alla prenotazione prevista per questo tipo di servizio.
La conseguenza è stata il rientro a casa con la propria carrozzina.
Un episodio analogo in via Dalmazia
La stessa situazione si sarebbe ripetuta alcune settimane più tardi.
Questa volta Tassone si trovava in via Dalmazia e attendeva il 24, intorno alle 19.25. Anche al passaggio di questo autobus, secondo il suo racconto, l’accesso con la carrozzina non sarebbe stato possibile.
La donna riferisce di aver ricevuto nuovamente l’indicazione di utilizzare il servizio di prenotazione.
Per rientrare ha quindi dovuto percorrere autonomamente il tragitto verso casa, affrontando anche un sottopasso caratterizzato da una salita e da una discesa.
Un percorso che, per chi si muove utilizzando una carrozzina, può rappresentare un ostacolo molto più impegnativo rispetto a quello affrontato da un normale pedone.
Il problema non riguarda soltanto il singolo viaggio
Tassone sottolinea che gli episodi contestati sono tre nell’arco di poche settimane e che, negli altri spostamenti effettuati con i mezzi pubblici, non aveva incontrato difficoltà analoghe.
È proprio questa differenza a rendere evidente il problema: la possibilità di utilizzare il trasporto pubblico non dovrebbe dipendere dalle modalità con cui viene gestito il singolo viaggio.
Per una persona che deve utilizzare una carrozzina, l’autobus rappresenta infatti una parte concreta della propria autonomia. Se l’accesso viene meno, non si tratta semplicemente di perdere una corsa: può diventare necessario modificare il tragitto, aspettare un altro mezzo oppure affrontare il percorso a piedi, con difficoltà che per gli altri passeggeri non esistono.
La posizione di Autolinee Toscane
Autolinee Toscane, interpellata sul caso, ha invitato la passeggera a presentare una segnalazione formale attraverso il servizio “Parla con AT”, fornendo tutti i dettagli necessari per consentire all’azienda di verificare quanto accaduto.
La società ricorda inoltre che le segnalazioni degli utenti rappresentano uno strumento per individuare eventuali problemi e migliorare il servizio.
Nella Carta dei Servizi viene indicato anche che, per ragioni di sicurezza, per i passeggeri in carrozzina è previsto l’utilizzo della pedana. La stessa documentazione richiama tuttavia la necessità della prenotazione per garantire informazioni e assistenza alle persone a mobilità ridotta nella pianificazione degli spostamenti.
