Settanta anni nella stessa abitazione, poi lo sfratto. A Madrid, per liberare un appartamento occupato da un’anziana di 87 anni, con una disabilità riconosciuta del 50% e costretta sulla sedia a rotelle, è stato necessario l’intervento di circa 50 agenti e 15 furgoni della polizia.
L’operazione, arrivata dopo tre tentativi falliti, è avvenuta mentre oltre 400 persone protestavano davanti allo stabile nel quartiere del Retiro. Altri manifestanti si erano posizionati sulle scale per impedire l’ingresso degli agenti. La polizia ha fatto irruzione nell’edificio e ha completato lo sgombero in circa un’ora. Maricarmen è stata poi portata fuori dal SAMUR, il servizio di emergenza sanitaria di Madrid.
La disputa andava avanti da otto anni. Il punto centrale era diventato il canone di locazione: dai circa 500 euro iniziali era arrivato a oltre 2.600 euro. La proprietà, Urbagestión SL, non avrebbe accettato le proposte avanzate per evitare lo sfratto. Una scrittrice si era persino offerta di pagare personalmente la differenza.
Ora la donna è ospite di un cugino, che vive con quattro figli in un appartamento di 50 metri quadrati. Il Comune di Madrid ha dichiarato di averle offerto assistenza e una sistemazione temporanea, valutando anche un posto d’emergenza in una struttura residenziale.
Il caso aveva già superato i confini della città. Durante un precedente tentativo di sfratto, a giugno, le Nazioni Unite avevano chiesto alla Spagna di cercare un’alternativa all’allontanamento dell’anziana.
La vicenda di Maricarmen si inserisce così nella più ampia difficoltà abitativa delle grandi città europee, dove l’aumento degli affitti sta rendendo sempre più fragile la permanenza nelle abitazioni di chi vi risiede da molti anni.
